domenica 19 febbraio 2017

Pippi Dimonte 5tet “HIERONYMUS” su rockit.it


di Enrico Schleifer
Pippi Dimonte è un contrabbassista che ha qualcosa da dire. Giovanissimo (classe 1991), Dimonte vanta numerosissime esperienze live e studio, suonando in vari paesi come Olanda, Spagna, Svizzera, Francia, Germania e Polonia, ha collaborato e collabora con vari artisti del panorama jazz italiano ed europeo tra cui: Adrien Moignard, Sebastien Giniaux, Nilza Costa; è interessante notare come spesso, nel panorama del jazz, gli arrangiamenti più equilibrati e strutturati arrivino da chi suona strumenti considerati spesso di riempimento o di cornice.
In questo ultimo lavoro "Hieronymus", infatti, le sonorità del quintetto bolognese spaziano dal funk allo swing, dal latin al modern jazz, ma oltre all'affiatamento dei musicisti e alla coinvolgente ritmica latin che permea molte delle loro composizioni possiamo trovare anche altre sonorità, più occidentali e controllate che dimostrano come il gruppo sappia anche equilibrarsi sapientemente per colpire nel sengno di una particolare concezione estetica ed artistica. Si capisce anche da ciò che i cinque musicisti hanno background musicali diversi che fortunatamente sanno sfruttare a loro vantaggio e non diventa un handicap.

Nilza Costa "ROOTS" su romainjazz.it


di Fabrizio Ciccarelli
FonoFabrique 2016; Prodotto da Studio SoundLab D’Africa e di Brasile e di quell’Oceano che non separa… La vocalist Nilza Costa, senza mai lasciar sole le strade di Bahia, adagia su un caldo mare calmo gocce che cadono dalla tradizione, guidandole con estro armonico in un dialogo costante con le immagini immediate di un viaggio jazzistico che sintetizzi il proprio amore per la trasfigurazione stilistica, per la ricerca filologica, per il diverso muoversi del canto a seconda del luogo musicale nel quale i versi ed i pentagrammi s’originino. In tal senso, la sintonia fra gli andamenti lirici e popolari di João Gilberto, Gilberto Gil, Gal Costa, Caetano Veloso e sua sorella Maria Bethânia, assumono una fisionomia moderna e visionaria nella tradizionale “Triade”, la cui magnifica “coda” fluisce nell’alchimia coltraniana delle liriche divagazioni dell’eccellente sax di Massimo Zaniboni, ancora elegante e spirituale nei termini Blue Notes di “Adupé”. Di bruno afro-beat e di suggestione Candomble, Capoeira e Cantigas de Roda è il riverbero emotivo in “Atoto”, di colore minimale e mistico è l’elegia di “Lembranças”, di intensa Saudade il racconto alla Jorge Amado di “Onissaure”: tracce di un puro fascino ancestrale ed in sintonia con gli agili arrangiamenti che Zaniboni ai saxes , Maurizio De Gasperi al Fender Rhodes e Federico Codicè alla chitarra rendono fluidi e perfettamente immersi nell’atmosfera mistica con la quale Nilza ha inteso sospendere in un Tempo disteso le proprie “Roots”, le proprie Radici, i propri Sogni, il proprio emisfero intuitivo, il proprio Pathos evocativo, il proprio “Saravà” dedicato a tutto il popolo brasiliano.

venerdì 17 febbraio 2017

Nilza Costa "ROOTS" su distorsioni.net


Primordiali ritmiche afro, sonorità brasiliane e cultura yoruba. È da questa suggestiva combinazione di elementi che prende corpo l'interessante proposta artistica firmata Nilza Costa; nativa di Salvador de Bahia, la quarantaduenne artista brasiliana dopo aver fatto tesoro delle passioni per musica e culto Orixas ereditate dall'amata nonna materna -di origini afroindigene- ha iniziato a muovere i primi passi come voce solista nel coro della chiesa del paese natio. Il trasferimento in Italia nel 2006 le ha consentito di perfezionare gli studi in materia di canto posturale grazie all'incontro con l'artista fiorentina Beatrice Sarti e nel maggio 2014, supportata da un talentuoso combo di musicisti jazz, ha pubblicato il suo album d'esordio "Revolution Rivoluzione Revolução" prodotto dalla organizzazione culturale Studio SoundLab e pubblicato dall'etichetta, raccogliendo lusinghiere critiche. Adesso, a distanza di due anni, la vigorosa vocalist torna sulla scena con “Roots”, progetto inedito ed ideale prosecuzione dell'opera prima. L'eloquente titolo (Radici) sintetizza le tematiche di un disco che esplora, tra malinconia e speranza, l'incerto stato di animo di chi si trova costretto ad allontanarsi dalle lande d'origine. Dieci composizioni che profumano di vita, tradizione e preghiera ed intagliano una track list che raccoglie rasserenanti ninna nanne (Alafia), armonici canti popolari (Atoto e Triade), introspettive suppliche (Adupè) e ardue cronache esistenziali (Clandestino). Improvvisazione, risonanze afro-jazz, battiti sud-americani sono il tessuto sonoro di un album in cui la timbrica calda ed incisiva di Nilza sprigiona un contagioso e genuino trasporto. Ed è proprio da questa intrinseca sincerità d'intenti che nasce la vera forza di “Roots”, interessante progetto artistico dai ricercati contenuti e dalle colorate sonorità. I colori delle radici di una voce da scoprire e da ascoltare con attenzione.

sabato 17 dicembre 2016

Nilza Costa on Rebel Base!

Nilza Costa - Roots (FonoFabrique) For the successor of her 2014 effort 'Revolution, Rivoluzione, Revolução', Nilza Costa focused on her African roots ('Ya Ti Aye') and the plight of the many refugees who continue to flood Italy's coasts - Nilza lives and works in Bologna - haven't left her indifferent either ('Clandestino', 'Viagem'). And of course the candomblé-religion remains a great source of inspiration a well (opner 'Atoto', 'Onissaure', 'Triad', 'Adupé'). The influences from reggae and samba seem to have disappeared and instead we mostly get jazz ('Ya Ti Aye', 'Triade')

mercoledì 5 ottobre 2016

"Roots", the new album of Nilza Costa

"Roots" is the second album of the brazilian singer Nilza Costa, and it will be released in October 2016, by the FonoFabrique label. The ten songs of the album narrate with melancholy, religiousness and poetry - but also with a strong dose of hope - the meaning of life of men and women torn from their homeland. Throughout the entire album the Africanness of the singer's origins shines clearly, and it is artfully blended with some AfroJazz arrangements and with the Yoruba language, that characterizes its ancestry, its spirituality and its driving and pervasive force. The disc was produced by Studio SoundLab, a cultural organization in Bologna, and by the band who accompanies the artist in her concerts: the drummer Roberto Rossi, who also worked at the arrangements, Federico Codicé and Alberto Irrera.