domenica 19 febbraio 2017

Nilza Costa "ROOTS" su romainjazz.it


di Fabrizio Ciccarelli
FonoFabrique 2016; Prodotto da Studio SoundLab D’Africa e di Brasile e di quell’Oceano che non separa… La vocalist Nilza Costa, senza mai lasciar sole le strade di Bahia, adagia su un caldo mare calmo gocce che cadono dalla tradizione, guidandole con estro armonico in un dialogo costante con le immagini immediate di un viaggio jazzistico che sintetizzi il proprio amore per la trasfigurazione stilistica, per la ricerca filologica, per il diverso muoversi del canto a seconda del luogo musicale nel quale i versi ed i pentagrammi s’originino. In tal senso, la sintonia fra gli andamenti lirici e popolari di João Gilberto, Gilberto Gil, Gal Costa, Caetano Veloso e sua sorella Maria Bethânia, assumono una fisionomia moderna e visionaria nella tradizionale “Triade”, la cui magnifica “coda” fluisce nell’alchimia coltraniana delle liriche divagazioni dell’eccellente sax di Massimo Zaniboni, ancora elegante e spirituale nei termini Blue Notes di “Adupé”. Di bruno afro-beat e di suggestione Candomble, Capoeira e Cantigas de Roda è il riverbero emotivo in “Atoto”, di colore minimale e mistico è l’elegia di “Lembranças”, di intensa Saudade il racconto alla Jorge Amado di “Onissaure”: tracce di un puro fascino ancestrale ed in sintonia con gli agili arrangiamenti che Zaniboni ai saxes , Maurizio De Gasperi al Fender Rhodes e Federico Codicè alla chitarra rendono fluidi e perfettamente immersi nell’atmosfera mistica con la quale Nilza ha inteso sospendere in un Tempo disteso le proprie “Roots”, le proprie Radici, i propri Sogni, il proprio emisfero intuitivo, il proprio Pathos evocativo, il proprio “Saravà” dedicato a tutto il popolo brasiliano.

venerdì 17 febbraio 2017

Nilza Costa "ROOTS" su distorsioni.net


Primordiali ritmiche afro, sonorità brasiliane e cultura yoruba. È da questa suggestiva combinazione di elementi che prende corpo l'interessante proposta artistica firmata Nilza Costa; nativa di Salvador de Bahia, la quarantaduenne artista brasiliana dopo aver fatto tesoro delle passioni per musica e culto Orixas ereditate dall'amata nonna materna -di origini afroindigene- ha iniziato a muovere i primi passi come voce solista nel coro della chiesa del paese natio. Il trasferimento in Italia nel 2006 le ha consentito di perfezionare gli studi in materia di canto posturale grazie all'incontro con l'artista fiorentina Beatrice Sarti e nel maggio 2014, supportata da un talentuoso combo di musicisti jazz, ha pubblicato il suo album d'esordio "Revolution Rivoluzione Revolução" prodotto dalla organizzazione culturale Studio SoundLab e pubblicato dall'etichetta, raccogliendo lusinghiere critiche. Adesso, a distanza di due anni, la vigorosa vocalist torna sulla scena con “Roots”, progetto inedito ed ideale prosecuzione dell'opera prima. L'eloquente titolo (Radici) sintetizza le tematiche di un disco che esplora, tra malinconia e speranza, l'incerto stato di animo di chi si trova costretto ad allontanarsi dalle lande d'origine. Dieci composizioni che profumano di vita, tradizione e preghiera ed intagliano una track list che raccoglie rasserenanti ninna nanne (Alafia), armonici canti popolari (Atoto e Triade), introspettive suppliche (Adupè) e ardue cronache esistenziali (Clandestino). Improvvisazione, risonanze afro-jazz, battiti sud-americani sono il tessuto sonoro di un album in cui la timbrica calda ed incisiva di Nilza sprigiona un contagioso e genuino trasporto. Ed è proprio da questa intrinseca sincerità d'intenti che nasce la vera forza di “Roots”, interessante progetto artistico dai ricercati contenuti e dalle colorate sonorità. I colori delle radici di una voce da scoprire e da ascoltare con attenzione.

sabato 17 dicembre 2016

Nilza Costa on Rebel Base!

Nilza Costa - Roots (FonoFabrique) For the successor of her 2014 effort 'Revolution, Rivoluzione, Revolução', Nilza Costa focused on her African roots ('Ya Ti Aye') and the plight of the many refugees who continue to flood Italy's coasts - Nilza lives and works in Bologna - haven't left her indifferent either ('Clandestino', 'Viagem'). And of course the candomblé-religion remains a great source of inspiration a well (opner 'Atoto', 'Onissaure', 'Triad', 'Adupé'). The influences from reggae and samba seem to have disappeared and instead we mostly get jazz ('Ya Ti Aye', 'Triade')

mercoledì 5 ottobre 2016

"Roots", the new album of Nilza Costa

"Roots" is the second album of the brazilian singer Nilza Costa, and it will be released in October 2016, by the FonoFabrique label. The ten songs of the album narrate with melancholy, religiousness and poetry - but also with a strong dose of hope - the meaning of life of men and women torn from their homeland. Throughout the entire album the Africanness of the singer's origins shines clearly, and it is artfully blended with some AfroJazz arrangements and with the Yoruba language, that characterizes its ancestry, its spirituality and its driving and pervasive force. The disc was produced by Studio SoundLab, a cultural organization in Bologna, and by the band who accompanies the artist in her concerts: the drummer Roberto Rossi, who also worked at the arrangements, Federico Codicé and Alberto Irrera.

domenica 17 luglio 2016

Nu Guinea - The Tony Allen Experiments

Nu Guinea - The Tony Allen Experiments

Afrobeat Makers Series Vol.III


Afrobeat Makers Series della Comet, label parigina, giunge al volume III affidando la guida a Nu Guinea il compito di rielaborare i pattern ritmici di Tony Allen. Il duo, oltre a rielaborare le ritmiche del Maestro dell’Afrobeat, ne muta il concept: finora affidato a vari dj e producer di ambito underground, con uno stile molto più simile a strumentali Hip-Hop che a Jazz contemporaneo e contaminato, Afrobeat Makers si manifesta come un lavoro ormai maturo, di ampio respiro ed equilibrio.
I due si tuffano (ingordi) nel mare poliritmico chiamato Allen, dalle parti della Nigeria o giù di lì; ci sguazza oltremodo riuscendo a dare un nuovo suono alle inconfondibili frasi del batterista nigeriano.
La cura del suono è quasi maniacale, come si addice a dei produttori di eccellenza come
Nu Guinea.
L’opera risulta così rispettosa del passato ma allo stesso momento attenta a soddisfare le orecchie più raffinate e forse poco avvezze ai suoni più grezzi autenticamente
Afro (vedi Fela Kuti e Africa ‘70).
Il III volume esordisce con una breve suite introduttiva dove i synth, senza mai strafare, detengono in quasi tutto l’album una posizione predominante ma ben bilanciata.
Fisiologico poi il richiamo di certi brani (Ta Storm e la seguente Phunkhysteria) all’era Afro-Funk o
Cosmic Music, che imperversava in certe discoteche del nord Italia a cavallo degli anni ‘80/’90, grazie a dj come Loda, Baldelli, l’Ebreo e molti altri che suonavano quei dischi d’oltreoceano nelle loro serate. In tutto l’album il contrappeso tra le ritmiche sincopate e il levare di Allen, le discese e le lente risalite dei synth, ben si coniugano con l’House (vedi Howls, ma senza cassa in quattro), con la Tribal, con un retrogusto dal sapore psychedelic Funk (Cymande?).
Risulta evidente la passione del duo per il
Funk in tutte le sue accezioni che in questa loro ultima produzione si rigenera e ri-attualizza contaminandosi e sovrapponendosi a culture musicali che, in questo caso, ritrovano la radice comune Black, generando così una splendida creatura che potrebbe anche soddisfare qualche amante della World Music.
Risultando particolarmente piacevole, si consiglia l’ascolto su vinile in compagnia di una bottiglia di
Falanghina Roccamonfina Villa Matilde.