The aim of this blog, apart from writing reviews and making interviews, is to be an ongoing survey and artistic experimentation. Thanks to this blog you will come across various artists who, in one way or another, have their own distinctive features and work in various fields such as cinema, music, visual and fine arts. They are introduced to you without a pre-established order, because we trust in the theory of chaos. Powered by SoundLab
lunedì 22 agosto 2016
sabato 20 agosto 2016
#kathodik #music Pippi Dimonte 5tet “Hieronymus” recensione di Sergio Eletto https://t.co/nAN7K6Cr2M @studiosoundlab pic.twitter.com/nh4hDy1HJ6
— Kathodik (@Kathodikit) 20 agosto 2016
domenica 17 luglio 2016
Nu Guinea - The Tony Allen Experiments
Nu Guinea - The Tony Allen Experiments
Afrobeat Makers Series Vol.III
Afrobeat Makers Series della Comet, label parigina, giunge al volume III affidando la guida a Nu Guinea il compito di rielaborare i pattern ritmici di Tony Allen. Il duo, oltre a rielaborare le ritmiche del Maestro dell’Afrobeat, ne muta il concept: finora affidato a vari dj e producer di ambito underground, con uno stile molto più simile a strumentali Hip-Hop che a Jazz contemporaneo e contaminato, Afrobeat Makers si manifesta come un lavoro ormai maturo, di ampio respiro ed equilibrio.
I due si tuffano (ingordi) nel mare poliritmico chiamato Allen, dalle parti della Nigeria o giù di lì; ci sguazza oltremodo riuscendo a dare un nuovo suono alle inconfondibili frasi del batterista nigeriano.
La cura del suono è quasi maniacale, come si addice a dei produttori di eccellenza come Nu Guinea.
L’opera risulta così rispettosa del passato ma allo stesso momento attenta a soddisfare le orecchie più raffinate e forse poco avvezze ai suoni più grezzi autenticamente Afro (vedi Fela Kuti e Africa ‘70).
Il III volume esordisce con una breve suite introduttiva dove i synth, senza mai strafare, detengono in quasi tutto l’album una posizione predominante ma ben bilanciata.
Fisiologico poi il richiamo di certi brani (Ta Storm e la seguente Phunkhysteria) all’era Afro-Funk o Cosmic Music, che imperversava in certe discoteche del nord Italia a cavallo degli anni ‘80/’90, grazie a dj come Loda, Baldelli, l’Ebreo e molti altri che suonavano quei dischi d’oltreoceano nelle loro serate. In tutto l’album il contrappeso tra le ritmiche sincopate e il levare di Allen, le discese e le lente risalite dei synth, ben si coniugano con l’House (vedi Howls, ma senza cassa in quattro), con la Tribal, con un retrogusto dal sapore psychedelic Funk (Cymande?).
Risulta evidente la passione del duo per il Funk in tutte le sue accezioni che in questa loro ultima produzione si rigenera e ri-attualizza contaminandosi e sovrapponendosi a culture musicali che, in questo caso, ritrovano la radice comune Black, generando così una splendida creatura che potrebbe anche soddisfare qualche amante della World Music.
Risultando particolarmente piacevole, si consiglia l’ascolto su vinile in compagnia di una bottiglia di Falanghina Roccamonfina Villa Matilde.
giovedì 30 giugno 2016
Nilza Costa
Foto del Live di Nilza Costa del 23 Giugno allo Studio SoundLab di Bologna
Nilza Costa: Voce
Federico Codicè: Chitarra
Red Rossi: Batteria
Pippi Dimonte Contrabbasso
Foto di Daniela Guccini

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Ubicazione:
Via Sante Vincenzi, 2, 40138 Bologna, Italia
mercoledì 29 giugno 2016
Nuova recensione per Pippi Dimonte 5et a cura di Paolo Giannelli di Musicalnews.com
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mercoledì 8 giugno 2016
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