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giovedì 30 giugno 2016

Nilza Costa

Foto del Live di Nilza Costa del 23 Giugno allo Studio SoundLab di Bologna


Nilza Costa:           Voce
Federico Codicè:   Chitarra
Red Rossi:             Batteria
Pippi Dimonte       Contrabbasso

Foto di Daniela Guccini











                                 






lunedì 14 luglio 2014

Recensione del disco di Nilza Costa "Revolution, Rivoluzione, Revoluçao"

Recensione di Paolo Giannelli su Musicalnews

Nilza Costa: da Salvador de Bahia all'Emilia un cuore musicale con dentro l'Africa. Ha recentemente ultimato i lavori sul suo primo album Revolution, Rivoluzione, Revoluçao, prodotto da FonoFabrique, destinato a diffondere il suo nome.
Nilza Costa un cuore musicale con dentro l'Africa che parte da Salvador de Bahia (dove è nata e cresciuta) fino alla nostra Italia (l'Emilia terra di tradizioni musicali importanti) dove ha trovato terreno fertile e collaborazioni importanti (Roy Paci) in modo da far confluire nel suo primo lavoro tutte le sue esperienze e il calore Afro-brasiliano che la contraddistinguono.
In questa sua prima fatica fatta di repertorio originale si è immersi, all'ascolto, in una miscela di tradizione africana, anche portoghese, di echi Jazz/Blues e Reggae dovuti all'interazione degli ottimi musicisti che l'accompagnano e dalla sua profonda e scura voce. Come ogni disco deve essere "digerito" con vari ascolti per apprezzarne il gusto....testi impegnati cantati in Portoghese, Yorubà (l'antica lingua degli schiavi africani) e Italiano, ma soprattutto dalla sua voce profonda, scura e potente....
Ritornare ad ascoltare musica che ci riporta alla dimensione naturale delle nostre origini non può fare che bene alla nostra creatività mentale nonché al nostro spirito. La produzione del disco è FonoFabrique/Studio SoundLab (Bologna): il 10 luglio, Nilza Costa sarà in concerto al Teatro del Sale di Firenze....

"Morning Session" di Pippi Dimonte and Overcrowded Duo

Recensione di Marco Salvador apparsa su Rockit

Sessioni mattutine di jazz: un ottimo antiossidante naturale per ingannare i segni del tempo che passa e una miracolosa medicina per ricordare al mondo che, nell'epoca dei computer, la "vecchia" musica si fa ancora.
"Morning Session" di Pippi Dimonte and Ovecrowded Duo è un album che sa di tradizione, che al beat elettronico o agli sperimentalismi preferisce il sempreterno dialogo diretto e improvvisato tra strumenti.
Linee di basso ora funk e trascinanti ora tiepide e malinconiche, chitarra a tratti nascosta e sussurrata a tratti più esplosiva e sofisticata, batteria a contenere e dirigere il tutto, in un connubio tra intimità e goliardia.
Molto suggestivi gli ultimi due pezzi: "Wooood #1", con la sua batteria frenetica e l'aggiunta del sax di Marco Vecchio, e la finale "Wooood #2", con il basso di Dimonte a farla da padrone in un susseguirsi di note intense e toccanti (forse il pezzo più riuscito dell'intero lavoro, seppure in un certo senso il più diverso dall'impostazione principale dell'album).
Un buon primo lavoro per i ragazzi emiliani, non c'è che dire. Nulla di nuovo, sia chiaro: tradizione jazz, tradizione funk e shakerare bene il tutto. Però è un cocktail che si manda giù volentieri.

Cliccando qui, potrete ascoltare ed acquistare l'album della band.


giovedì 5 dicembre 2013

Breve lettera a Jade Castrinos


Oh cara Jade, 
il tuo sembiante allude ad un altrove, a quell'incantevole regno aldilà del mare dove le idee innalzano immensi castelli e soavi sogni risplendono accarezzando l'eterno loro mistero. Così, colmando di linfa vitale l'animo esausto di un navigante, costui nella tua voce trova un sicuro appiglio, una salvezza, lasciandosi trasportare tra le onde verso quella sponda dove tutto viene trasfigurato e tu, prodigiosa ed eterea, sveli la tua ammaliante forma...



Antonio Oliviero

                                                  

mercoledì 6 novembre 2013

Rossella Cosentino: Accordare il corpo e la voce allo scopo del canto e del teatro

IL CORPO È LA VOCE
                              
    Laboratorio di canto

   con Rossella Cosentino
                                      in collaborazione con Renato Miritello
“Accordare il corpo allo scopo del canto e del teatro, recuperando il senso vero, profondo (non meccanicistico) della postura eretta, della respirazione e del loro rapporto, che possono restituirci la pienezza del nostro essere umani, oltre che cantanti”. (Antonio Juvarra)


Rossella Cosentino nata a Maratea in Basilicata, è una cantante ed autrice laureata al DAMS presso l’Università degli studi di Bologna; ha studiato canto moderno con la docente Luisa Cottifogli, antropologia vocale con Germana Giannini, tecniche del canto difonico con il maestro vietnamita Tran Quang Hai e polifonia del canto Afro-Europeo con Anita Daulne. Inoltre, ha seguito il seminario di Matteo Belli “Suonare la Voce” (alta formazione FNAS- AGIS ) e la I° Master Class di Foniatria Artistica teorico-pratica “Fisiologia e percezione del canto” tenuto dal Prof. Dott. Franco Fussi.  E’ al momento impegnata in diverse collaborazioni e produzioni teatrali e musicali. Attualmente è la vocalist del gruppo Induo Voiceyjazz, un progetto originale partito dai Cafè della città di Bruxelles, viaggiando attraverso la Germania e l’Italia. La loro musica al momento viene trasmessa negli USA (California, Massachusetts, New Mexico e New York), grazie allo Smooth Jazz Radio e Tv Channel.  Ha inoltre collaborato con il compositore Arturo Annecchino nello spettacolo musicale Mid Piano. Ha prodotto colonne sonore per cortometraggi, film-documentari e perfomance teatrali, tra cui “Rent Boys” Voci dalla strada, documentario prodotto dalla Cooperativa Dedalus di Napoli  e “Price is Rice”, un film-documentario realizzato in Bangladesh sull’ artigianato femminile da Ludovica De Feo e Riccardo Casiccia, progetto sostenuto da Intesa San Paolo.

I generi che predilige sono quindi il Jazz, lo Swing, il Blues, il Soul  per arrivare all’Afrojazz e la musica etnica, sempre proponendo soluzioni ritmiche molto interessanti ed una sperimentazione melodica particolarmente creativa ed innovativa. Le sue collaborazioni discografiche più significative sono: “Mystic Roots” (2007/IRMA records) con il  gruppo reggae Amsterdam Street Knowledge; “The Great Tribute to Amy Winehouse”(2012/Saarecords) ; “Unplugged Lounge” (2012/Saarecords) e “Esosphere” del gruppo Green Lab.

Induo VoiceyJazz "You go to my head" (Billie Holiday)

Videoclip di "Mamma Tizzune"

Videoclip di "Undecided" con Marco Berti


     TECNICHE DI APPRENDIMENTO

●         La respirazione e gli stati respiratori
      Addominale, costo-diaframmatico, pettorale, misto
      La respirazione globale
●         Tecniche di rilassamento e auto-posturazione
      Le tensioni del corpo e l’emissione libera della voce
●         Timbri e colori della voce
      I risonatori
●         Improvvisazione vocale
      Sperimentazione della polifonia e poliritmia africana
●         Antropologia vocale
          Incontro con Reanato Miritello: ricercatore e sperimentatore di vocalità, performer di canto armonico, improvvisazione, esplorazione delle possibilità espressive della propria voce.

Il laboratorio ti aiuterà a rilassare il corpo e ad allentare le tensioni per ottenere una emissione libera della voce.

Il laboratorio è uno spazio di confronto ed un momento per sperimentare
insieme :
●   Lo studio e l'uso della voce a partire da quelle che sono le problematiche connesse al corpo.

●       Sviluppare l’ascolto di se stessi e dei suoni possibili della propria voce.


●        Sperimentare un ensemble vocale in cui il canto diventi un’esperienza viva attraverso il coinvolgimento del corpo.

●        Prendere coscienza delle possibilità espressive del canto.


Il laboratorio è aperto non solo ai cantanti ma a chiunque voglia dedicarsi ad un’ esperienza di esplorazione e conoscenza dello strumento voce 


Laboratorio a cadenza settimanale per un totale di 4 lezioni di 3 ore ciascuna nello spazio dello Studio SoundLab, via Sante Vincenzi 2/A 40138 Bologna


Info e contatti:
346-2340991;
051-4127810;


cosentino.rossella@virgilio.it

venerdì 25 ottobre 2013

Nilza Costa: il primo album e tanti progetti


Tra le eterogenee personalità presenti sulla variopinta scena musicale bolognese degli ultimi anni, Nilza Costa è senz’altro una delle figure più singolari ed affascinanti. Cantautrice dalla voce cosi vigorosamente profonda da riuscire a rapire l’ascoltatore sin dal primo istante. Partita da Ondina, un quartiere di Salvador di Bahia in Brasile, per arrivare a Bologna nel 2006, ha sempre conservato sin dalla prima infanzia un fortissimo legame con la sue origini e con le tradizioni musicali di influenza africana presenti nella sua città natale. La sua opera è dunque un connubio tra queste tradizioni etniche, caratterizzate dalle ritmiche tipiche della cultura latino-americana, ed altre sonorità che sono quelle del Jazz, del Reggae e del Soul. Nilza attualmente fa parte dell’ associazione culturale “Gastrobahia” impegnata nella valorizzazione della cultura afro-brasiliana a Bologna, con iniziative volte a far conoscere specialità culinarie, musiche, danze ed altre peculiarità provenienti dalla ricca tradizione multiculturale baiana. Quest’anno Nilza Costa ha inoltre registrato il suo primo album in studio. Il disco comprende dieci brani caratterizzati da un sound molto ricercato e da testi in portoghese e in inglese che esprimono principalmente questioni etico-sociali e politiche volti a scuotere la coscienza dell’ascoltatore, collocabile nell’ ambito della world music AfroJazz, l’album si presenta come un’opera raffinatamente elaborata. Nilza sta ora cercando di promuovere il suo progetto musicale attraverso il “Crowdfunding”, ovvero una nuova tipologia di finanziamento collaborativo da parte di gruppi o persone. 
L’intervista che segue è frutto di un incontro con la cantante presso gli studi di SoundLab a Bologna:
Nilza, quando hai scoperto di voler diventare una cantante?
Da piccola, quando cantavo nel coro parrocchiale della chiesa di paese, li è nata la mia passione per la musica. Cantavamo soprattutto Gospel , ma ben presto mi sono iniziati a piacere molti altri generi musicali sia legati alla tradizione afro-americana che di diverso tipo. Ho scritto la mia prima  canzone all’età di dodici anni.
L’album che hai da poco registrato è frutto di una certa fase della tua vita o elaborato in diversi periodi?
Tutte le canzoni presenti in questo album sono state scritte in Italia sin dal mio arrivo a Bologna nel 2006.
Quindi, cosa è cambiato dal 2006 ad oggi?
Prima di arrivare in Italia avevo sempre e solamente cantato in diversi cori e la gente mi continuava a chiedere per quale motivo non provassi a cantare come solista visto che avevo già un buon repertorio di canzoni scritte da me, ma io ero molto timida e lo sono ancora. Una volta arrivata in Italia ho abbandonato questa mia paura e sono riuscita ad acquisire più sicurezza di anno in anno.
Esiste una canzone nell’album che tu consideri particolarmente significativa?
Ce ne sono due o tre che mi piacciono particolarmente e sulle quali ho lavorato con molta forza emotiva, sto parlando di Pedra de Pedro, Blues Yansa e Inspiracao primeira.
E quali sono i temi e le questioni che tratti in queste ed altre canzoni?
Principalmente parlo di questioni sociali e politiche spesso legate ad un avvenimento, alla situazione generale o ad un’esperienza personale che mi è successa… Mi piacerebbe scrivere di amore ma lo considero un argomento molto complesso e da trattare con la giusta intensità, Pedra de Pedro parla di amore ma non tra due persone, piuttosto di amore come idea universale.
Come trovi l’ispirazione? Esiste un’artista o diversi artisti nei quali ti rispecchi?
Semplicemente mi piace scrivere, spesso parto dal pensare ad un problema o da un male sociale presente nel mondo e scrivendo musica vorrei fare in modo che questa funga da terapia o magari da conforto per me e per gli altri, tutto ciò attraverso un processo naturale. Gli artisti che prediligo sono moltissimi, in questo momento mi vengono in mente Ian Curtis e Bob Marley in particolare.
Perché un album in portoghese ed inglese in Italia?
Per me la musica è un qualcosa di universale che appartiene indifferentemente a tutti, non importa da dove proviene o come la canti, ma piuttosto che esista dappertutto sotto svariate forme.
Mi hanno parlato della raccolta fondi che tu e i tuoi collaboratori avete organizzato per la produzione del disco, sapresti dirmi come funziona?
Si, siamo alla ricerca di altri collaboratori, abbiamo messo l’album online e speriamo di trovare qualcuno che abbia voglia di aiutarci nel portare avanti il progetto, è una pratica piuttosto diffusa.
Hai altri progetti per il futuro?
Da brava brasiliana posso dire che il mio futuro è adesso… Non ho l’abitudine di pensare a ciò che succederà più tardi o il prossimo anno e cosi via.
Comunque, ho visto che hai collaborato con diversi artisti in passato, un domani con chi ti piacerebbe collaborare?
Non saprei, non è importante che sia qualcuno di famoso, poiché a mio parere siamo tutti famosi… Cosi su due piedi direi Andrea Bocelli, lo ascolto sin da quando ero in Brasile.
Cosa ne pensi della scena musicale bolognese?
La scena musicale bolognese è molto ampia e bella, si trova musica di ogni genere con artisti favolosi e ci sono davvero molte iniziative in questo ambito culturale. Ne sono felice.
Puoi considerarti unica nel tuo genere in questo momento?
Al momento penso di poter dire di si. Solitamente i brasiliani propongono la Bossa nova o la Samba. A me invece piace mescolare, visto che sono cresciuta in un ambiente dove erano molto presenti anche il Reggae, il Rock e il Blues.
Riusciresti a descrivere la tua musica in poche parole?
In realtà è un po’ complicato perché è musica molto eterogenea e sfugge dall’avere una definizione precisa.
Infine, cosa ti piacerebbe dire a i tuoi ascoltatori?
Mi piacerebbe dire che a prescindere dall’essere apprezzata o meno ciò che faccio lo faccio con il cuore e poi vorrei che la gente riuscisse ad essere attraversata da quella vibrazione benefica che cerco di trasmettere.
Nilza, grazie e buona fortuna!
Grazie!
Antonio Oliviero