venerdì 24 ottobre 2014

Recensione di Nilza Costa su Tropicalidad



Nilza Costa is een Braziliaanse uit Ondina bij Salvador da Bahia die in 2006 in het ItaliaanseBologna belandde. In haar muziek verzoent ze jazz, soul, blues en reggae met invloeden uit Braziliaanse samba, candomblé, cantigas de roda (kinderliedjes) en maculelê, waarbij Afrika nooit veraf is. Voor elke track op Revolution, Rivoluzione, Revolução, Costa's langspelerdebuut, lijkt de Braziliaanse zangeres het perfecte evenwicht gevonden te hebben tussen percussie, melodie en stem, waarbij de luisteraar steeds heen en weer geslingerd wordt tussen een jazzclub en een candomblé-ceremonie. Absolute ontdekking!

Tropicalidad

lunedì 20 ottobre 2014

Vétsera om set


The Vétsera are a duo of electronic music with influences from techno, house and break

beat, composed by Marco Benatti and Stefano Artini.


They alternate the production of original tracks with the activity of DJ.

This performance is recorded in Soundlab on 25 September.



Live: Nilza Costa world music, afro jazz. Bologna (IT)

16 November 2014

21:00 h 6 €



Nilza Costa präsentiert ihr Debüt-Album


“Revolution, Rivoluzione, Revolução”

Sie nimmt uns mit auf eine Reise zu den Ursprüngen der in Salvador, Bahia, geborenen Sängerin und erzählt von einem mystischen Brasilien. Nilzas “schwarze” Stimme lässt den Hörer eine Vergangenheit entdecken, verknüpft mit den Mythen und Traditionen eines Volkes, das durch die Musik den Weg zur Emanzipation fand.


Die musikalische Mischung des Albums aus World Music und Afro Jazz – den Wurzeln der afro-brasilianischen Nilza – mit Samba, Jazz, Reggae und Blues, entstand in Zusammenarbeit mit Künstlern aus der Region um das italienische Bologna:
Mit Gitarristen wie Giancarlo Bianchetti, Peppe Siracusa und Massimo Donno,
Perkussionisten wie Roberto Rossi und Cristian Vistoli,
am Altsaxophon Carlo Atti,
Geige spielt Claudio Cadei,
Davide Garattoni den Kontrabass,
Manuel Dimba Monteiro ist am Schlagzeug,
am Sopransaxophon Gianluca Sia,
Choristinnen sind Silvia Donati, Carlotta Monti e Francesca Biancoli


Bei Live-Auftritten besteht die Besetzung von Nilza Costa aus:
Roberto Rossi, Schlagzeug
Federico Codicé, Gitarre
Pippi Dimonte, Kontrabass



Rockit Recenzionen

http://www.rockit.it/nilzacosta



Jetzt lebt sie in Bologna, ist aber Brasilianerin, aus Salvador de Bahia, heißt Nilza Costa und arbeitet als Sängerin, was sie verdammt ernst nimmt, unterstützt durch eine wirklich sehr kraftvolle und gleichzeitig eindringliche Stimme.
"Revolution, Revolution, Revolução" ist ihr Debüt-Album, es ist unnötig zu sagen, worüber die Texte sprechen. Was am meisten auffällt, sind  Klänge und Rhythmen:

ein Musikkonzentrat was selbstverständlich von Afrika ausgeht und nach Bahia führt, dort zwischen dem eigenen Volk verweilt, bei seinen Geschichten, die oft den Geschmack von Elend, Wut und Hoffnung haben. Sehr gute World - Music, die ihre Stärken im ersten Stück findet, "Obanixa", ein Song mit einer überzeugenden Melodie, die gut afrikanische Klänge mit brasilianischen Rhythmen kombiniert und die ihre Stärke in der guten Gesangstechnik von Nilza hat; "Obanixa" ist eine Hymne auf das Leben, regenerativ und spirituell, gut von dem hervorragenden Gitarristen Federico Code unterstützt.

"Afrika" ist ein originales Afrobeatstück mit jazzigen Arrangements die manchmal hilfreich, manchmal etwas gezwungen, aber immer innerhalb eines Klangrahmens positioniert sind, und die in eine Lyrik und in eine mehr als interessante Musikalität fließen. "Soberania Popular" ist das markierteste Stück Sozialkritik auf dem Album, ein Patchanka Rebell innen mit Revolução, mit einem Alt-Saxophon, das wie aus einem Ensemble von Michael Nyman klingt, im Duett mit Violine und Gitarre, leicht und harmonisch, immer von Perkussionen unterstützt, die nie nur reine Zierde sind.


Neun Tracks für etwas mehr als 30 Minuten: das Gefühl, ein gutes musikalisches Produkt vor sich zu haben, wobei es sich um ein Debüt handelt, und eine Künstlerin, die ihren eigenen Gefühle (auch den politischen) mit Natürlichkeit und Leidenschaft freien Lauf lässt.

martedì 23 settembre 2014

FESTA DI INAUGURAZIONE @ Corte dei Miracoli (Siena) 27/09/14 - CONCERTO DI NILZA COSTA


Si svolgerà sabato 27 settembre la tradizionale Festa di inaugurazione che sancisce, ufficialmente, l'inizio del nuovo anno associativo della Corte dei Miracoli.
A partire dalle 17:30 nelle diverse sale della nostra struttura (via Roma, 56 - ex O.P. San Niccolò) sarà possibile assistere e partecipare alle lezioni di prova che terranno gli inseganti, presentando così i nuovi corsi attivi quest'anno. Alle ore 20:00 apertura del bar, con possibilità di bere un aperitivo o di degustare la cena a buffet. Contemporaneamente, in sala archivio, saranno esposte le foto del reportage "Diario do Brasil", di Francesco Ianniello, frutto di un lavoro durato sei mesi che vuole mettere in risalto il volto meno noto e turistico del grande Paese sudamericano.
A partire dalle 21:30, infine, il concerto della cantautrice brasiliana Nilza Costa che presenterà il suo disco di debutto, "Revolution, Rivoluzione, Revolução", un viaggio musicale che partendo dalle origini della cantante nata a Salvador di Bahia, ci parla di un Brasile mistico. La sua voce “nera” guida l'ascoltatore alla scoperta di un passato legato ai miti e alle tradizioni di un popolo che, attraverso la musica, ha trovato la strada dell’emancipazione. Nilza si fa interprete di questa tensione, trasformandola in una metafora che coinvolge tutti gli esseri umani e trova nella rivoluzione la giusta risposta. Un disco di pura World Music e Afro Jazz in cui le radici afrobrasiliane di Nilza, contaminate con il samba, il jazz, il reggae e il blues, rievocano luci e ombre della giungla. Per le esibizioni live, Nilza Costa si avvale della partecipazione di Leo Pestoduro (batteria), Federico Codicé (chitarra) e Pippi Dimonte (contrabbasso).
 
INGRESSO LIBERO


martedì 9 settembre 2014

Recensione di Morning Session di Pippi Dimonte & The Overcrowded Duo su 4arts.it



Tra Funky e Blues, mantenendo vivo il volto umano del Sound metropolitano, il Trio leviga gli spazi più istintivi dell’incontro fra il Rock di matrice americana e le tensioni House nelle quali rendere la propria immaginazione nel modo più naturale e diretto. Il Duo Overcrowded funziona benissimo con l’apporto del chitarrista Alessandro De Lorenzi; i sette brani sono scanditi secondo una ricerca strumentale attenta e al di fuori dei turbini enfatici di un genere sempre in bilico fra Easy Listening e Nu Jazz.
Emblematico il tal senso  l’incipit  corposo, brumoso e remoto di “Mama’s Walk”, fra Slap della Quattro Corde ed un’ improvvisazione jazzy della chitarra che rimanda all’ Eco seducente della “Metro Music” di Martha and the Muffins .

L’approccio musicale è libero da sofisticazioni, il ritmo incalzante è autentico e destinato anche a movimenti più acidi, tra lo stilismo dei Funkadelic e dei Parliament, in quel Suono “della giungla e della strada” che il Basso di Pippi Dimonte condivide con Larry Graham (Sly Stone) e con il tagliente sincopato di Stanley Clarke e del maestro George Clinton. Ciò non impedisce di accedere a sonorità astratte ed introverse (“Coffee Break” e “White Room”) o ad echi d’avanguardia dal senso crepuscolare (“Groovin’ Down”), a memorie mediate dall’Elettronica di Robert Fripp e dalla sua sperimentazione atonale (“Woooood 1”) o dal vibrante lirismo di George Duke (“Woooood 2”).
Registrato nello spazio d’una mattina (da cui il titolo) la Session mostra tutto l’impulso del Live in Studio e del clima da First Take. Nel segno, appunto, della libertà e della spontaneità del Groove.


http://www.4arts.it/2014/09/08/pippi-dimonte-tutta-liberta-groove/





Recensione di "Trafficanti di Musiche d'Amor" dei Metissound, su romainjazz.it




Intelligenti e creativi al di fuori di ogni cerchio vizioso e da ogni diatriba ideologica, i “Trafficanti” sudisti  ad un consapevole atteggiamento popolare, uniscono una soggettività densa di diretta esperienza dell’oggetto storico che, da secoli, narra di un’unità che non può esser scissa né, a quanto pare, realizzata.
Ciò che è dentro di loro e ciò che fuori di loro è trasformato nella coscienza di un fenomeno sonoro internazionalista, che unisce ritmi e tribalismi erroneamente ritenuti distanti e, a varie riprese, letti in movimenti e filosofie tenute solo come esoteriche o alternative.
Metissound, potremmo dire, è uno sviluppo sostenibile, è un incremento di un Habitat chimico e fisico  non controllato da un particolare tecnologico di Culture economiche che danneggiano l’ambiente musicale; è un progresso sociale “meticcio” che rispetta l’Ambiente e narra novità  gaie e amare, eclettiche soundtracks d’innovazioni stilistiche che intendono sperimentare e proporre deviazioni da discordi artistici consolidati e fin troppo stilizzati.
Ska, Calipso, Reggae e Ragamuffin avvolgono spericolate introspezioni in vernacolo calabrese e climax nordafricano, come nella Sostanza di “Rubbish in my Town”: “ Come mi duole non sai come mi duole /  per tutta la merda nel letto delle scuole…Lassati stare a terra nostra”.
Questi amici “Briganti” leggono la “malapolitica” nelle facce di quelli che “campano in eterno e non han rimpianti / si riuniscono e decidono come imbottirsi di diamanti / e noi paghiam le guerre e siamo sempre più vacanti”.
Qualcosa di più attuale e di più vero?
Fabrizio Ciccarelli

http://www.romainjazz.it/recensioni/1588-metissound-trafficanti-di-musiche-e-damor